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Flow – per amore dell’acqua

 

 

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In breve
DVD + Libro. Manca l’acqua, mancherà sempre di più… la chiamano “21st Century’s global water crisis”. Un meraviglioso, appassionato, approfondito, poetico documentario, un film scientifico e militante… sull’acqua. Con li libro For Love of Water.

Il film
Film sull’acqua o meglio: sul nostro pianeta, grande corpo filtrante che da milioni di anni ha preservato, utilizzato, riciclato, purificato acqua. Ma noi negli ultimi cinquant’anni, sporcando e rendendo inutilizzabili ogni giorno miliardi di metri cubi d’acqua, siamo riusciti ad avvelenare le falde, uccidere i fiumi, inaridire il mare.
Manca l’acqua, mancherà sempre di più.
Già oggi sono milioni gli esseri umani che non hanno accesso ad alcuna fonte di acqua potabile e saranno sempre di più e si batteranno e faranno guerre per avere l’acqua.
Flow ha raccolto dati, ascoltato testimonianze, cercato storie per comporre un quadro completo di quello che gli esperti chiamano “21st Century’s global water crisis”.
Ci sono i grandi cartelli mondiali dell’acqua, che mirano a una privatizzazione globale delle risorse idriche, ci sono gli scienziati che spiegano perché stiamo raggiungendo il punto di non ritorno, ci sono gli attivisti che lottano contro le multinazionali, c’è la (nostra) quotidiana stupidità di comprare acqua in bottiglia meno pura e meno sana di quella che esce dai nostri rubinetti. E, come ha calcolato uno studio voluto dalle Nazioni Unite, “meno della metà di quanto il mondo spende per comprare acqua in bottiglia, basterebbe per dare acqua pulita a tutta l’umanità”.
Su tutto questo la poesia limpida e stillante dell’elemento da cui tutto trae vita.

Autore
La regista Irena Salina è nata in Francia e ha cominciato a lavorare come giornalista a quindici anni in una radio privata di Parigi. Emigrata in Usa, ha lavorato alla produzione di numerosi film, prima di passare alla regia. Il suo primo film Ghost Bird: The Life and Art of Judith Deim (2000) racconta la straordinaria vita dell’artista Judith Deim.



Ecco come dimenticare il concetto di mutuo….
maggio 26, 2009, 11:17 pm
Filed under: Ambiente, Economia, Innovazione, Social Innovation | Tag: , , ,

Ecco cosa ho scovato prima di andarmene a dormire….

una breve notizia che dovrebbe far pensare moltissimo

Spagna….Marileda….ecco dove il mutuo non esiste più!
Il suo sindaco assicura che questo si potrà estendere al resto dello Stato

SB Notizie- 16 Dicembre 2008. Juan Manuel Sanchez Gordillo è il sindaco di Marinaleda, un comune della provincia di Siviglia, di circa 2655 abitanti e un’estensione di 25 km quadrati, conosciuto per la sua lunga tradizione di lotta quotidiana che ha dato luogo a importantissimi progressi politico sociali, come per esempio il poter disporre di un abitazione per 15 euro al mese.

Immagine tratta dal NTtimes che dedica una pagina online a quets ainnovazione.

Immagine tratta dal NTtimes che dedica una pagina online a quets ainnovazione.


Democrazia sociale

Capisce Sanchez Gordillo che la democrazia non può limitarsi ad essere politica, ma deve essere economica e deve essere anche sociale. “La democrazia politica è il diritto a votare ogni quattro anni e molte volte con il sistema elettorale non tutti hanno la possibilità reale di arrivare al potere, ma sono i grandi partiti a ricevere i soldi dalle banche coloro che possono arrivare alla Moncloa. Per il resto è abbastanza lontano”.

Secondo lo stesso la democrazia politica senza la democrazia economica è una grossa menzogna. Se i ricchi continuano a essere così ricchi e i poveri così poveri la possibilità di scegliere e la democrazia sono stracciate.

Questo si traduce nel fatto che a Marinaleda, la democrazia politica consista nel far partecipare e discutere il presupposto del Comune e con voce e voto dei vicini. Dalla sua parte la democrazia sociale ed economica ha consistito nel passaggio da un paese in piena disoccupazione a una località in piena occupazione. Per fare ciò si è procurata la terra, la terra di un grande proprietario, il duca dell’Infantado e mediante ciò che Sanchez Gordilla sottolinea come “lotta pacifica, ma audace” si sono procurati 1200 ettari di terra per chi la lavora.

Inoltre hanno trasformato i prodotti della terra creando la agroindustria del peperone, del carciofo e dell’olio. “Siamo riusciti a dare a tutti un’occupazione, siamo riusciti ad annullare l’emigrazione e che tutti possano vivere nel proprio paese. La democrazia sociale, l’altra gamba del tavolo, è stato soprattutto il benessere elementare, per esempio quello della casa” spiega il sindaco.

Si ha municipalizzato solo il terreno rustico, facendolo diventare urbano e il comune regala al costruttore, al giovane che vuole una casa, il suolo gratuitamente e l’architetto municipale si mette al suo servizio. Loro ci mettono il lavoro da quando si inizia la casa fino a quando la si finisce. Così son state costruite più di 400 case di 90 metri con 100 metri di cortile, per le quali si pagano 15 euro al mese. “Abbiamo trasformato la casa in un diritto” afferma Sanchez Gordillo.

Le donne che adesso hanno un lavoro, che prima erano disoccupate lasciano i loro figli in un asilo nido dove possono mangiare e dormire per 12 euro al mese.

E tutto ciò con spese economiche.

“Ciò che abbiamo tentato a Marinaleda è trasformare l’utopia, ciò che loro credono sia utopia in realtà concrete. Perché noi crediamo che l’utopia sia un sogno che si può e si deve trasformare in realtà. E a Marinaleda ciò che abbiamo tentato è superare il tempo. Ciò che vogliamo per lo Stato spagnolo e per il pianeta, è realizzarlo anche con contraddizioni e con limitazioni. Perché non sogniamo solamente, ma trasformiamo i sogni in realtà” commenta il sindaco.

Il potere non è neutro

Segnala il sindaco di Marinaleda che disgraziatamente nelle democrazie, nel paese più democratico della terra, alla fine esiste la dittatura di coloro che hanno i soldi. “Non si invade l’Iraq per casualità, ma perché al complesso militare industriale e alle grandi multinazionali del petrolio interessa” dice, aggiungendo che anche Bush è in qualche modo “una marionetta” di quelle grandi multinazionali.

Io dico che il potere non è neutro e che i mezzi di comunicazione, i grandi mezzi di comunicazione disgraziatamente sono in mano a 4 o 5 multinazionali nel pianeta e quindi non interessa la differenza, non interessa dimostrare che è possibile fare politica in altro modo, un altro modello di società, che è possibile l’uguaglianza, che è possibile la pace, che è possibile la libertà, che è possibile che l’essere umano sia considerato come tale e lo si tratti come tale. E qualsiasi esperienza, anche se sia minuscola, come quella di Marinaleda, non interessa”, commenta. Nello stesso senso, osserva che qualsiasi tentativo che si faccia in un altro paese del pianeta, che sia in Bolivia, Venezuela o da un’altra parte, “cercano di schiacciarlo, criminalizzandolo o calunniandolo affinché la gente lo disprezzi.

Io credo che il grande trionfo della borghesia a livello internazionale è che ha controllato i grandi mezzi di comunicazione e ha vinto la battaglia dell’ideologia. E mentre la sinistra sta ancora con il panfleto che non legge nessuno, la destra economica, la grande borghesia, possiede a casa tua 17 canali televisivi raccontandoti gli stessi valori e presentandoti la stessa propaganda e le stesse menzogne” commenta Sanchez Gordillo.

Secondo lo stesso, esiste una sinistra “con nome di sinistra, ma che ha solo il guscio”. Così si spiegherebbe, per esempio, perché altri luoghi con governi della stessa tendenza, non riescono, né si avvicinano o si assomigliano, al caso di Marinaleda. “Forse perché non sono tanto di sinistra e hanno solamente il nome e le sigle, ma non la pratica”, afferma.

Conclude Juan Manuel Sanchez Gordillo segnalando che, “se il potere è etico, deve dare una risposta concreta ai problemi concreti della gente e la casa è un problema e deve essere un diritto che è riconosciuto nell’articolo 25 della Dichiarazione dei Diritti Umani. La casa come un diritto, non come una mercanzia. Ciò che è successo in questi ultimi 14 o 15 anni di costruire case non per farci vivere la gente, ma per speculare e che nello Stato spagnolo ci siano 4 milioni di case vuote e due milioni di persone che vivono in pseudo case, addirittura in catapecchie, a noi ci sembra un autentico sproposito”.

(da http://ita.habitants.org )



Il tuo vecchio telefono serve più di prima….
maggio 18, 2009, 11:10 pm
Filed under: Economia, Innovazione, Social Innovation | Tag: , , ,

HopePhones.org è una freschissima iniziativa lanciata la scorsa settimana in tutti gli Stati Uniti che ha come obiettivo quello di raccogliere e riciclare i nostri vecchi telefonini. Da questa raccolta HopePhone intende  raggruppare fondi da utilizza comprare nuovi apparecchi da donare alle associazioni nate nelle zone più remote dei Paesi Emergenti per ottimizzare il sistema sanitario.

Ogni nostro vecchio cellulare, grazie a questa iniziativa, potrebbe aiutare a salvare centinaia di vite. Nelle zone del mondo dove esiste ancora una grande percentuale di persone che abita in villaggi, un semplice telefono cellulare, può diventare il primo strumento per ricevere in modo veloce le cure per il primo soccorso . L’impatto di un iniziativa del genere sul tasso di mortalità dovuta a mancanza di cure può essere veramente significativo.

Un singolo telefono cellulare anche del valore di 10 dollari potrebbe dare accesso al supporto per le cure di primo soccorso ad almeno 50 famiglie.

Un ottima iniziativa di social Inovation ed un motivo in più per non buttare il nostro vecchio telefonino.



E l’ora di vederci meglio….

Josh Silver, un fisico dell’università di Oxford, ha avuto l’intuizione per puro caso mentre disquisiva con un collega sulle lenti ottiche. Si è chiesto: «Possibile che non esista una lente in grado di calibrarsi da sola senza l’aiuto di uno specialista?». Era il lontano 1985 e solo oggi, più di vent’anni dopo, Silver può dire di avere una risposta.

Josh Silver è responsabile di un gruppo di studio al dipartimento di fisica atomica dell’università di Oxford. Si occupa di dare la vista agli africani dal 1996, anno in cui ha fondato l’associazione no-profit Adaptive Eyewear.

Silver si è basato su un principio secondo il quale più una lente è ingrossata e più è potente. Le lenti dei suoi occhiali sono in plastica molto spessa e al loro interno ospitano due sacche piene di fluido, ciascuna delle quali è collegata a una piccola siringa assicurata su una stanghetta. Chi indossa l’occhiale regola attraverso le siringhe la quantità di fluido da immettere in ciascuna lente, variandone così a poco a poco la gradazione. Quando si è soddisfatti della propria visione si sigillano le sacche stringendo le due piccole viti ai lati della montatura. Le siringhe sono smontabili e a questo punto si avranno dei normalissimi occhiali.(da www.wired.it)

Questa fantastica invenzione aiuterà entro il 2020 circa 100 milioni di persone nei Paesi Emergenti a risolvere i propri problemi di vista ad un costo minimo.



Vortex – quando il bancomat arriva ovunque!

In questo particolare momento il feeling della gente nei confronti degli istituti bancari non è proprio il migliore. E’ fuori discussione che il sistema bancario di ultima generazione si sia dimostrato insostenibile e fonte di problemi soprattutto per le classi sociali alla base della piramide. Allo stesso tempo è senza dubbio che la Banca concepita nella sua forma “più semplice” possa essere un elemento importante per lo sviluppo anche della società rurale.

Pensiamo alla postazione bancomat(elemento scontato di ogni nostra banca e servizio diventato da tempo per noi una commodity) che nelle zone più rurali possono essere utilizzate con successo per attività di deposito, trasferimento denaro e credito all’interno dei villaggi anche nelle zone più lontane dai centri cittadini. Grazie al servizio bancomat moltissimi abitanti di villaggi sono in grado di recuperare il proprio stipendio guadagnato in città senza doversi allontanare troppo dalla propria abitazione, ma soprattutto senza rischiare di fare viaggi interminabili con in tasca quantità di denaro che potrebbero cambaire il loro futuro. Grazie al servizio Bancomat pensiamo quando potrà essere piu facile per i piccole medi imprenditori recuperare credito derivante da prestiti che nascono da operazioni di microfinance.

L’introduzione nei villaggi di un servzio di questo tipo può essere qualcosa di veramente importante. E’ per questo che mi sembrava interessante segnalare l’attività della Vortex, social enterprise indiana, che lo scorso anno, in collaborazione con Bank of India, ha installato il primo bancomat rurale all’interno di Periyakanganankuppam, remoto villaggio al sud di Chennai.

Vortex però non è un banca, bensi una società di software in grado di guidare le Banche della zona ad installare  servizi finanziari all’interno dei villaggi e modellarli sulla base delle esigenze della popolazione alla base della piramide.

E’ cosi nasce Gramateller servizio e postazione bancomat low cost ,nel rispetto dell’ambiente e con tutte le caratteristiche per essere considerata un ottimo progetto di social innovation.

gramateller

Nello specifico Gramateller 

  • Puo operare anche in mancanza di energia. Dispone infatti di una batteria in grado di alimentarela per piu di 4 ore consecutive.
  • E’ alimentata anche ad energia solare

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  • Non necessita di aria condizionata. Puo supportare temperature comprese tra 0 e 50 gradi.
  • Chi lo utilizza non ha bisogno di disporre di un PIN. L’autenticazione è completamente biometrica.
  • Composto da materiali Low cost
  • Basso consumo di energia quando è operativa
  • Electronic journal – non spreca carta
  • Compatta – non spreca spazio puo essere installato facilmente


Conoscere meglio il mondo attraverso i numeri

GapMinder è una applicazione web che permette ad ognuno di noi di esplorare il mondo e conoscerne la sua evoluzione attraverso l’analisi di interessantissime statistiche e la possibilità di visualizzarle in grafici di facile comprensione.

Capire meglio Paesi lontani penso che sia fondamentale.

Ma come si è evoluto il mondo negli ultimi 200 anni?…..Così….



AREED energia sostenibile per crescere

Mi sembrava interessante segnalarvi questo ottimo esempio di Social Venture Capital: AREED!!!!

Dal World Energy Outolook 2008 la domanda di energia crescerà del 45% da oggi al 2030, più della metà di questa crescita deriverà dai Paesi Emergenti.

Fonti di energia inquinanti causano circa il 5 % della mortalità infantile del continente africano. Sono necessarie nuove soluzioni in campo energetico…la missione di Areed è trovarle.

Areed (Africa Rural Energy Entrprise Developement) è un progetto lanciato in Africa dalla UN Foundation per finanziare start up business in grado di offrire tecnologia per fornire energia pulita nei Paesi in via di sviluppo.

Nello specifico il programma Areed ha come obiettivo di:

- Programmi di training e strumenti utile agli imprenditori per lanciare i propri energy business

- Supporto per Business plan e definizione della struttura di Business

- Ricerca capitale per la fase iniziale del Business

- Sviluppo Partnership con Banche e NGo coinvolte nelle attività di rural energy developement. 

Ecco il modello di AREED:

areed_approach

Grazie allo sforzo di AREED moltissimi piccoli medio imprenditori sono stati in grado di sviluppare sul proprio territorio idee innovative in grado di sviluppare non solo energia, ma energia pulita in Africa.

 AREED ha potuto per esempio finanziare la Noor Holding Company in collaborazione con E+Co che ha installato pannelli solari in Marocco in grado di soddisfare la domanda di 30.000 famiglie.



Social Innovation e Design

Una piccola segnalazione…

“Cos’è uno stile di vita sostenibile? Come diverranno le nostre vite quotidiane se ci decidiamo a cambiare alcune delle nostre abitudini? Come riduciamo il nostro impatto ambientale senza abbassare i nostri standard di vita?”

 

Un nuovo libro, edito da Francois Jegou ed Ezio Manzini (con un capitolo di John Thackara al suo interno) tenta di rispondere ad alcune di queste domande. Collaborative Services: Social Innovation and Design for Sustainability propone svariati scenari: Car-sharing su richiesta, sistemi di micro-noleggio di strumenti tra vicini, studio di cucito condiviso, ristorante casalingo, servizio di consegna tra utenti che scambiano beni… Gli scenari mostrano come queste attività quotidiane potrebbero essere effettuate da servizi strutturati che fanno affidamento su una maggiore collaborazione tra individui.

Social Innovatio e Design

Notate anche la precedente pubblicazione Creative communities | People inventing sustainable ways of living.

via:Putting People First



Hashoo Foundation
aprile 20, 2009, 11:14 pm
Filed under: Social Innovation | Tag: , , ,

La Hashoo Foundation è una ONG da sempre impegnata nel promuovere lo sviluppo nella zona del Pakistan. Da tempo l’organizzazione è basata sia negli US che in UK e lo scorso anno ha lanciato un importante progetto di social innovation. Si chiama Bee Farming che è dimostrazione di come lo sviluppo in zone come il Nord del Pakistan può essere raggiunto tramite l’imprenditoria.

In Pakistan una delle poche fonti di sostentamento per le donne è l’apicoltura e la produzione di miele. Il problema per chi da sempre è impegnato in questa attività è sempre stato riuscire a vendere sul mercato questi prodotti.

Hashoo Foundation si è quindi occupato di aiutare a queste donne di vendere i loro prodotti tra i maggiori negozi ed hotel di Islamabad collegandole con il mercato. Nel dettaglio la Hashoo Foundation si occupa di:

- Ottimizzare il packaging dei prodotti evitando sprechi

- Stabilire partnership con le NGO locali per dare visibilità al programma

- Ottimizzare le tecniche di produzione e di vendita tramite training diretti alle donne interessate

- Ottenere Certificazioni Fair Trade

- Esplorare eventuali opportunità di mercato all’estero

- Ottimizzare il controllo della qualità nella filiera

Entro il 2009 grazie a questo progetto coinvolgerà più di 125 donne impegnate nella produzione del miele e riuscirà a dare il giusto sostentamento a più di 225 famiglie.

Questa una testimonianza diretta:

“Ms. Jamila is a resident from a small village called Danyore in the Northern Area of Pakistan. She is mother of 2 sons and 1 daughter and all of them are getting education in schools. Five years ago she started honey bee farming business with two bee hives. Today she has 20 bee hives. During the year 2007-08 she earned PKR 150,000 (approx US$ 2,300) from honey bee business.
“The honey I produced pays for my children’s education” Jamila says proudly. Not only that, but Jamila also provides for the health and daily expenses of her family. When we met to her, she was very happy with Hashoo Foundation’s intervention. She too felt constrained by the limited local market which brought prices down due to constant surplus of honey.

Now, she knows she will be able to sell her entire production… and more. “Hashoo Foundation has helped us find new markets for our honey”, she says. She will take part in the upcoming refresher training courses to not only increase her production but also venture in the production of very lucrative by-products”



Clean the Water
aprile 15, 2009, 12:36 am
Filed under: Social Innovation | Tag: , ,



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