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AREED energia sostenibile per crescere

Mi sembrava interessante segnalarvi questo ottimo esempio di Social Venture Capital: AREED!!!!

Dal World Energy Outolook 2008 la domanda di energia crescerà del 45% da oggi al 2030, più della metà di questa crescita deriverà dai Paesi Emergenti.

Fonti di energia inquinanti causano circa il 5 % della mortalità infantile del continente africano. Sono necessarie nuove soluzioni in campo energetico…la missione di Areed è trovarle.

Areed (Africa Rural Energy Entrprise Developement) è un progetto lanciato in Africa dalla UN Foundation per finanziare start up business in grado di offrire tecnologia per fornire energia pulita nei Paesi in via di sviluppo.

Nello specifico il programma Areed ha come obiettivo di:

- Programmi di training e strumenti utile agli imprenditori per lanciare i propri energy business

- Supporto per Business plan e definizione della struttura di Business

- Ricerca capitale per la fase iniziale del Business

- Sviluppo Partnership con Banche e NGo coinvolte nelle attività di rural energy developement. 

Ecco il modello di AREED:

areed_approach

Grazie allo sforzo di AREED moltissimi piccoli medio imprenditori sono stati in grado di sviluppare sul proprio territorio idee innovative in grado di sviluppare non solo energia, ma energia pulita in Africa.

 AREED ha potuto per esempio finanziare la Noor Holding Company in collaborazione con E+Co che ha installato pannelli solari in Marocco in grado di soddisfare la domanda di 30.000 famiglie.



Hashoo Foundation
aprile 20, 2009, 11:14 pm
Filed under: Social Innovation | Tag: , , ,

La Hashoo Foundation è una ONG da sempre impegnata nel promuovere lo sviluppo nella zona del Pakistan. Da tempo l’organizzazione è basata sia negli US che in UK e lo scorso anno ha lanciato un importante progetto di social innovation. Si chiama Bee Farming che è dimostrazione di come lo sviluppo in zone come il Nord del Pakistan può essere raggiunto tramite l’imprenditoria.

In Pakistan una delle poche fonti di sostentamento per le donne è l’apicoltura e la produzione di miele. Il problema per chi da sempre è impegnato in questa attività è sempre stato riuscire a vendere sul mercato questi prodotti.

Hashoo Foundation si è quindi occupato di aiutare a queste donne di vendere i loro prodotti tra i maggiori negozi ed hotel di Islamabad collegandole con il mercato. Nel dettaglio la Hashoo Foundation si occupa di:

- Ottimizzare il packaging dei prodotti evitando sprechi

- Stabilire partnership con le NGO locali per dare visibilità al programma

- Ottimizzare le tecniche di produzione e di vendita tramite training diretti alle donne interessate

- Ottenere Certificazioni Fair Trade

- Esplorare eventuali opportunità di mercato all’estero

- Ottimizzare il controllo della qualità nella filiera

Entro il 2009 grazie a questo progetto coinvolgerà più di 125 donne impegnate nella produzione del miele e riuscirà a dare il giusto sostentamento a più di 225 famiglie.

Questa una testimonianza diretta:

“Ms. Jamila is a resident from a small village called Danyore in the Northern Area of Pakistan. She is mother of 2 sons and 1 daughter and all of them are getting education in schools. Five years ago she started honey bee farming business with two bee hives. Today she has 20 bee hives. During the year 2007-08 she earned PKR 150,000 (approx US$ 2,300) from honey bee business.
“The honey I produced pays for my children’s education” Jamila says proudly. Not only that, but Jamila also provides for the health and daily expenses of her family. When we met to her, she was very happy with Hashoo Foundation’s intervention. She too felt constrained by the limited local market which brought prices down due to constant surplus of honey.

Now, she knows she will be able to sell her entire production… and more. “Hashoo Foundation has helped us find new markets for our honey”, she says. She will take part in the upcoming refresher training courses to not only increase her production but also venture in the production of very lucrative by-products”



Stop E- Wasting!

Sono andato ad investigare in merito al cosiddetto E-Wasting(cestinamento di prodotti IT)e ho scoperto quanto negativo possa essere l’impatto del nostro fastidioso vizio del volere sempre l’ultimo modello di cellulare, computer palmare etcc… disponibile sul mercato anche quando non è strettamente necessario. Non sostengo che il consumo di materiale IT sia negativo, ma forse, troppo spesso, esageriamo. Mediamente negli Stati Uniti un telefono cellulare ha 11 mesi di vita…meno di un anno.

In Italia, (dati recuperati in Internet,) si stima che ci siano circa 122 cellulari ogni 100 abitanti. Mi sembra abbastanza.

Per darvi un idea del mondo dell E-wasting, da un report dell’ UNEP, ho constatato che, all’anno vengono prodotte dai 20 ai 50 tonnelate di spazzatura IT.

Nello specifico:

  • tra il 97 e il 2007 circa 500 milionin di computer sono stati buttati nel cestino in US
  • nello stesso periodo circa 130 milioni di cellulari hanno fatto la stessa fine
  • Entro il 2010 si prevede che il numero di cellulari in Giappone si possa aggirare intorno ai 610 milioni
  • Mediamente in un anno ogni singolo cittadino UE produce 25 Kg di E-Waste

Numeri impressionanti che hanno un significato ma soprattutto un costo per tutti noi, per il nostro ambiente, ma soprattutto per i Paesi in via di Sviluppo….

Provate a rispondere alla seguente domanda?Dove finiscono tutti questi vecchi computer e cellulari?

Solo il 20% viene riciclato e riutilizzato. Il resto viene spedito, nonostante siano state fatte delle regolamentazioni apposite per evitarlo, nei Paesi in via di sviluppo. Questo cosa comporta? che alcune zone del mondo  si trasformano in delle vere e proprie discariche digitali.

Esempio è la città di Guiyu in Cina.

In questa città, sede del circa il 50% dell’export mondiale di E wasting, è facile incontrare persone incendiano tastiere o altri prodotti hi tech.

Un danno gravissimo per tutti.Il grosso problema infatti è che tutti questi prodotti,data la loro composizione, producono liquidi e gas estremamente tossici, contaminando aria ed acqua. La cittadina cinese detiene per esempio il più alto tasso a livello mondiale, di morti legate al cancro causato da diossina.

Come fermare l’ e wasting?

Con i prossimi post entreremo in contatto con fantastiche realtà che  possono aiutare tutti a lottare contro questo assurdo fenomeno….




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