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2011 l’anno della macchina elettrica

Sembra che una vera svolta nel mercato dell’auto possa arrivare non tra molto, piu o meno nel 2011!

In quell’anno infatti sono attesi i lanci sul mercato dei modelli di auto elettrica da parte di alcune tra le più importanti aziende del settore. Sarà veramente la svolta?

Vediamone alcuni modelli:

Nissan: lancio previsto estate 2011

NissanEV01_540x405

Mistubishi, da questa scatolina ci si aspettano circa 160 km con un unica ricarica!

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La Nuova Ford Focus: lancio previsto ottobre 2011

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Ecco come ricaricheremo le nostre auto….

Saturn Vue Plugin Debut



Phylla – Fiat guarda al futuro

La vedete questa piccola scatolina a quattro ruote qui in basso?Beh…è la prima city car in grado di essere alimentata ad energia solare.

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Fiat in collaborazione con Regione Piemonte, al Politecnico di Torino, la Camera di Commercio di Torino l’Istituto Europeo di Design IED ,l’Istituto di Arte Applicata e Design IAAD, Novamont e il Consorzio Proplast, Sagat, ENECOM, Sydera e Bee Studio ha creato questo nuovo concept di auto che ritengo possa essere veramente lo spartiacque verso nuovi modelli di business all’interno del settore auto.

Questa innovativa citycar è alimentata con “innervature” fotovoltaiche che le consentono di sfruttare la luce solare. Ma ha anche la possibilità di usare l’idrogeno. Il veicolo  che è stato prsentato durante la manifestazione Uniamo le energie ricerca la migliore alternativa energetica con la combinazione delle varie fonti (solare, idroelettrica, biogas, ecc.). E’ costruita con materiali totalmente riciclabili, è a zero emissioni di C02, e dunque ha un impatto ambientale pari a zero. L’accelerazione da 0 a 50km avviene i n 6 secondi e raggiunge la velocità massima di 130 km/h. Entrerà in produzione quest’estate e la prima flotta alla Regione Piemonte sarà consegnata dal 2010.



AREED energia sostenibile per crescere

Mi sembrava interessante segnalarvi questo ottimo esempio di Social Venture Capital: AREED!!!!

Dal World Energy Outolook 2008 la domanda di energia crescerà del 45% da oggi al 2030, più della metà di questa crescita deriverà dai Paesi Emergenti.

Fonti di energia inquinanti causano circa il 5 % della mortalità infantile del continente africano. Sono necessarie nuove soluzioni in campo energetico…la missione di Areed è trovarle.

Areed (Africa Rural Energy Entrprise Developement) è un progetto lanciato in Africa dalla UN Foundation per finanziare start up business in grado di offrire tecnologia per fornire energia pulita nei Paesi in via di sviluppo.

Nello specifico il programma Areed ha come obiettivo di:

- Programmi di training e strumenti utile agli imprenditori per lanciare i propri energy business

- Supporto per Business plan e definizione della struttura di Business

- Ricerca capitale per la fase iniziale del Business

- Sviluppo Partnership con Banche e NGo coinvolte nelle attività di rural energy developement. 

Ecco il modello di AREED:

areed_approach

Grazie allo sforzo di AREED moltissimi piccoli medio imprenditori sono stati in grado di sviluppare sul proprio territorio idee innovative in grado di sviluppare non solo energia, ma energia pulita in Africa.

 AREED ha potuto per esempio finanziare la Noor Holding Company in collaborazione con E+Co che ha installato pannelli solari in Marocco in grado di soddisfare la domanda di 30.000 famiglie.



Mediterraneo patria del fotovoltaico

Leggevo alcune presentazioni dell’ultimo ESOF 2008 , Euroscience Open Forum che si è svolto a Barcellona la scorsa settimana e mi sono soffermato su una in particolare che ha curato un argomento che gia da tempo avevo provato ad approfondire.

Parliamo di pannelli fotovoltaici e della possibilità di sfruttare la zona Nord Africana come campo base per un PhotoVoltaic Park tanto grande da poter soddisfare il fabbisogno energetico dell’Europa Mediterranea.

Un idea interessantissima che è stata presa in considerazione anche dalle istituzioni.

Il progetto è da considerarsi realistico anche perchè i costi fissi si sono decisamente abbattuti rispetto a soli tre anni fa.

Questi i costi nel 2006

immagine-1

…e questi i costi oggi (in rosso…)

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Il progetto consiste nell’utilizzare terre altrimenti inutilizzabili per le condizioni atmosferiche per qualunque altra attività. E’ stato stimato che sfruttando appena lo 0.3% della zona nella cartina in basso si potrebbe soddisfare tutta l’Europa Mediterranea.

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Dal grafico in basso valutate voi quanto si ridurrebbe il fabbisogno di energia nelle ore di punta. In questo caso è stato preso in esame il caso dell’Italia.

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On line shopping contro l’ E-Wasting!
aprile 2, 2009, 10:30 pm
Filed under: Stop E-Wasting | Tag: , , , ,

Da una fantastica idea di Richard Kilgarriff  fondatore di Coolaworld in collaborazione con Regenersis Environmental Services nasce un progetto , Coolafone che ha come primo obiettivo quello di aumentare il riciclaggio di telefoni cellulari che ogni anno vengono abbandonati e non riciclati.

Come funziona?

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Semplicissimo, ognuno di noi, restituendo il proprio telefonino in disuso potrà ricevere in cambio dei crediti che gli serviranno per effettuare shopping all’interno di uno speciale portafoglio prodotti offerto dai partnership di Coolaworld.

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Ovviamente l’ammontare dei crediti, coolacredit, sarà ponderato sulla base dell’usura del prodotto…..

Con un Nokia 1100 (Vecchisssimoooooo) si potranno guadagnare un paio di download gratuiti da I-Tunes…con un  Sony Ericsson w850 si potrà vincere un abbanamento ad alcune riviste.

La partnership si pone l’obettivo di riciclare almeno un milione di telefoni cellulari…..10milioni è il potenziale stimato!!!!!!!

Una soluzione per come smentire le previsioni disastrose del grafico in basso….

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Stop E- Wasting!

Sono andato ad investigare in merito al cosiddetto E-Wasting(cestinamento di prodotti IT)e ho scoperto quanto negativo possa essere l’impatto del nostro fastidioso vizio del volere sempre l’ultimo modello di cellulare, computer palmare etcc… disponibile sul mercato anche quando non è strettamente necessario. Non sostengo che il consumo di materiale IT sia negativo, ma forse, troppo spesso, esageriamo. Mediamente negli Stati Uniti un telefono cellulare ha 11 mesi di vita…meno di un anno.

In Italia, (dati recuperati in Internet,) si stima che ci siano circa 122 cellulari ogni 100 abitanti. Mi sembra abbastanza.

Per darvi un idea del mondo dell E-wasting, da un report dell’ UNEP, ho constatato che, all’anno vengono prodotte dai 20 ai 50 tonnelate di spazzatura IT.

Nello specifico:

  • tra il 97 e il 2007 circa 500 milionin di computer sono stati buttati nel cestino in US
  • nello stesso periodo circa 130 milioni di cellulari hanno fatto la stessa fine
  • Entro il 2010 si prevede che il numero di cellulari in Giappone si possa aggirare intorno ai 610 milioni
  • Mediamente in un anno ogni singolo cittadino UE produce 25 Kg di E-Waste

Numeri impressionanti che hanno un significato ma soprattutto un costo per tutti noi, per il nostro ambiente, ma soprattutto per i Paesi in via di Sviluppo….

Provate a rispondere alla seguente domanda?Dove finiscono tutti questi vecchi computer e cellulari?

Solo il 20% viene riciclato e riutilizzato. Il resto viene spedito, nonostante siano state fatte delle regolamentazioni apposite per evitarlo, nei Paesi in via di sviluppo. Questo cosa comporta? che alcune zone del mondo  si trasformano in delle vere e proprie discariche digitali.

Esempio è la città di Guiyu in Cina.

In questa città, sede del circa il 50% dell’export mondiale di E wasting, è facile incontrare persone incendiano tastiere o altri prodotti hi tech.

Un danno gravissimo per tutti.Il grosso problema infatti è che tutti questi prodotti,data la loro composizione, producono liquidi e gas estremamente tossici, contaminando aria ed acqua. La cittadina cinese detiene per esempio il più alto tasso a livello mondiale, di morti legate al cancro causato da diossina.

Come fermare l’ e wasting?

Con i prossimi post entreremo in contatto con fantastiche realtà che  possono aiutare tutti a lottare contro questo assurdo fenomeno….



Hybrid China
dicembre 23, 2008, 8:44 am
Filed under: Energie rinnovabili | Tag: , , , ,

Lo scorso 15 dicembre in Cina è partita la prima grande produzione di massa di macchine ibride,il primo dei tanti passi che il Paese necessariamente dovrà fare per dare un taglio secco alle proprie emissioni di CO2.

L’azienda a capo di questa grande produzione si chiama Byd Auto ed è per circa il 10 per cento controllata dall’intramontabile Warren Buffet.

Le auto saranno alimentate da batterie ricaricabili e i propietari potranno usufruire di Power point, (carica batterie), distribuiti in 14 città cinesi, per poterle alimentare.

Si stima che le auto con una intera carica avrenno una auotonomia di circa 120 miglia.

L’export di questo tipo di auto negli Stati Uniti è previsto entro il 2010.

vedere per credere!




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