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Ispirato da un post che ho letto qualche momento fa sul Blog di Stefano ho pensato fosse interessante citare il progetto presentato qualche mese fa al Fuori Salone di Milano dall’ architetto italiano Mario Cucinella.
Una CASA per tutti da 100 K!!!!!!!!
(Vi consiglio vivamente di fare prima un giretto sul sito del suo studio per capire fino in fondo il valore di questo nostro fantastico artista ….clicca qui)
Di cosa si tratta?
Un vero e proprio nuovo modello abtitativo condominiale nel rispetto di tre valori molto importanti economicità, riduzione di emissioni inquinanti e senso di piacere dell’abitazione.
Nasce cosi il progetto di diffondere e realizzare il progetto di una casa viva, colorata, che lascia spazio alle differenti identità e modalità di vivere, ma capace di produrre energia utilizzando ogni strategia passiva e attiva per rendere l’edificio una macchina bioclimatica.
Una casa che si avvale di tutte le tecnologie disponibili per limitare i costi di costruzione senza compromettere la qualità. Una casa a basso costo acquistabile grazie a un mutuo che può essere coperto in buona misura attraverso l’energia che è in grado di produrre.
Nasce cosi la Casa da 1oo K!!

www.casa100k.com

www.casa100k.com

Una realizzazione capace di restituire il senso di piacere dell’abitazione e ripagare il costo dell’investimento con l’energia che è in grado di autoprodurre. La ricerca è finalizzata alla realizzazione di una casa da 100 mq a Zero emissioni di CO2, grazie all’impiantistica fotovoltaica integrata architettonicamente, all’utilizzo di superfici captanti energia solare per i mesi invernali, circolazione interna dell’aria per quelli estivi, e a tutte le strategie passive adottabili per rendere l’edificio una macchina bioclimatica. Il contenimento dei costi di realizzazione è invece affidato all’impiego di prefabbricazione leggera e flessibile: elementi strutturali, apparati tecnici, attrezzature mobili come pareti/pannelli scorrevoli-smontabili-curvabili per la divisione interna degli alloggi; – sistemi di chiusura o tamponamenti monoblocco fatti di componenti sostituibili che possano diversificare l’aspetto esterno, ma anche garantire un’estensione di quello interno (balconi, terrazzini, logge, eccetera). [da www.casa100k.com]
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Gia tempo fa avevo posto l’accento sulle grandi potenzialità del fotvoltaico nelle zone del mediterraneo (Italia compresa). Non sono stato smentito quando leggendo un breve resoconto dell’ultimo Solar Expo ho capito ancora una volta che il fotovoltaico potra essere una delle fonti di energia rinnovabile piu interessante per il nostro Paese.
La parola d’ordine nel dibattito sul fotovoltaico è “grid parity”, cioè la parità con la rete. Le tecnologie fotovoltaiche potranno crescere e l’energia da questa fonte potrà diventare rilevante nello scenario energetico mondiale se si raggiungerà rapidamente la grid parity, cioè quella soglia critica oltre la quale i costi di produzione di energia fotovoltaica sono paragonabili a quelli dell’energia che viene veicolata dalle reti attuali e basata sulle fonti tradizionali, prevalentemente da combustibili fossili. Un traguardo che i principali attori del mercato ritengono raggiungibile in tempi non così lunghi.
Lo hanno confermato i partecipanti all’Italian PV Summit, svoltosi nei giorni scorsi a Verona in apertura della manifestazione fieristica specializzata SolarExpo. Quel che è ancor più interessante è che sono stati indicati i Paesi che si trovano in pole position per raggiungere l’ambizioso traguardo. E con una certa sorpresa l’Italia è salita sul podio, al terzo posto dopo la California e il Giappone.
La parità sarà raggiunta addirittura il prossimo anno, secondo alcuni, che ritengono possibile ridurre i costi anche considerevolmente, con percentuali del 30-40%, grazie ai fattori di scala e alla diffusione di tecnologie come quella a film sottile. In effetti l’ultimo anno ha visto crescere l’industria del fotovoltaico globalmente di oltre un miliardo di dollari, facendole raggiungere la quota di 36 miliardi come giro complessivo di affari e un tasso di crescita di quasi il 40%.
È stato inoltre superato anche l’imbuto della produzione del silicio, con adeguamenti della maggioranza dei produttori alle esigenze del mercato mondiale e innovazioni tecnologiche che hanno permesso una notevole semplificazione dei processi industriali, riducendone di conseguenza anche i costi e i tempi di consegna. Se si proseguirà in questa direzione, ben presto dai 0,35 $/kWh del 2002 potremmo avvicinarci ai 0,15 $/kWh preventivati da molti analisti per il 2015, o forse anche prima.
Ci sono altri aspetti tecnologici sui quali ci si dovrà concentrare per accelerare il processo di piena maturazione del fotovoltaico. C’è ad esempio il progetto delle smart grid, cioè le reti elettriche di nuova generazione rese più efficienti sfruttando tutte le potenzialità delle tecnologie informatiche e delle telecomunicazioni. Altra tipologia di innovazioni la possiamo registrare sotto il capitolo smart metering, ovvero la nuova strumentazione elettronica per la misura dei consumi, che non si limita ad aggiornare la bolletta elettrica ma la correda di una serie di dati e di informazioni preziose e vantaggiose sia per l’utente che per il gestore del servizio.
Poi c’è il problema dell’accumulo e immagazzinamento, che dovrà essere competitivo e integrabile nella rete. Qui giocano un ruolo chiave i nuovi materiali e i progressi avanzano a ritmo quasi quotidiano. Grandi aspettative sono ad esempio riposte sui sistemi di trasmissione con tecnologia HVDC (High Voltage Direct Current), cioè la trasmissione ad alta tensione in corrente continua, che è la migliore soluzione da un punto di vista tecnico-economico specie quando si devono trasmettere enormi potenze a grandi distanze.
Tra gli avanzamenti tecnologici che stanno avvicinando il traguardo della grid parity ci sono tutti quelli che consentono di aumentare la qualità del fotovoltaico; in questo sono fondamentali i produttori di silicio, che possono aumentare l’efficienza delle celle grazie anche alle nanotecnologie, e produrre pannelli in grado di tenere buoni livelli di generazione elettrica anche in condizioni di insolazione non particolarmente intensa; oltre a garantire una elevata stabilità di prestazioni.
La tecnologia, si è detto al PV Summit, può quindi contribuire a ridurre i costi e quindi a rendere più competitivo il fotovoltaico, offrendo al mercato celle con una maggior efficienza di conversione; migliorando continuamente i sistemi di produzione; realizzando wafer più sottili; incrementando l’impiego del polisilicio nella produzione delle celle fotovoltaiche.
E il fattore crisi? Secondo alcuni potrà avere un effetto benefico su questo segmento di mercato: dopo una fase di riassestamento e di riorganizzazione produttiva, potrà mettere le industrie in condizioni migliori per la crescita preannunciata.
E fra poco più di un mese ci sarà un altro appuntamento internazionale che potrà fornire un ulteriore aggiornamento di tutte queste previsioni: si terrà infatti a Londra, dal 16 al 18 giugno, la nona edizione del Grid Parity – Solar Economics Forum, che da quasi un decennio raccoglie voci e consensi dei maggiori produttori, installatori e finanziatori di impianti solari del mondo, riuniti per dibattere sul futuro di tali tecnologie.
Filed under: Economia, Energie rinnovabili, Green Economy, Innovazione, Sostenibiltà | Tag: Ambiente, Auto Elettriche, Energie rinnovabili, Innovazione, Obama
Da Nova 24
In linea con quel paio di articoli che ho pubblicato in merito all’ascesa dell’auto elettrica mi sembrava doveroso segnalarvi questo…
Obama ha deciso di tagliare i fondi per la ricerca sulle celle a combustibile per dedicarli a filoni più promettenti. Nel 2010 prevede di spendere 68,2 milioni di dollari, quando nell’anno in corso il budget è stato di ben 169 milioni. Steven Chu, segretario all’Energia e premio Nobel per la Fisica ha detto: “Ci siamo chiesti: è possibile che tra dieci, quindici o anche vent’anni la nostra economia sarà convertita sull’utilizzo delle auto a idrogeno? La risposta è no”.
Una impostazione profondamente diversa da quella di Bush, che aveva messo in piedi un piano dedicato da 1,2 miliardi di dollari nel 2003. Chu ha invece deciso di incrementare dell’8,3% la ricerca sui biocarburanti (235milioni di dollari) e del 22% quella per le auto elettriche a batteria e per l’efficienza dei motori a combustione interna alimentati a benzina (333,3 milioni).
La nuova amministrazione istituirà anche otto “energy innovation hubs”, centri di ricerca specializzati in innovazione energetica. «Saranno finanziati per cinque anni – ha precisato Chu -. Siamo molto motivati nel tentativo di trovare nuove soluzioni». Il segretario dell’Energia ha reso noto che cesseranno anche i finanziamenti per nuove esplorazioni nel campo della ricerca petrolifera, precisando che le compagnie petrolifere hanno risorse sufficienti per condurle da sole.
Filed under: Energie rinnovabili, Green Economy, Innovazione, Sostenibiltà | Tag: Ambiente, Cina, Energia, Energie rinnovabili, Sostenibilità, Sviluppo
Leggendo questo articolo da Energia24 , mi rendo conto quanto sia alto il rischio per il nostro Paese di essere tagliati fuori da quella che è da considerarsi la nuova rivoluzione economica….
La Cina continua a innalzare l’asticella della produzione eolica: il nuovo traguardo è 100 Gw di potenza installata entro il 2020. È un bel balzo in avanti rispetto alla previsione di 30 Gw stabilita precedentemente dal governo. Fang Junshi, capo dipartimento al carbone della National Energy Administration – citato dall’agenzia Apcom – ha precisato che la crescita annua dell’eolico è di circa il 20 per cento.
Nuove centrali nucleari
L’energia del vento è sempre più decisiva nel mix di fonti: l’attuale capacità è 12 Gw (dovrebbe salire a 20 nel 2010). Così le cifre dell’eolico possono tenere a bada quelle dell’atomo. L’obiettivo per il nucleare è 40 Gw nel prossimo decennio, ma il dragone – sempre in base alle ipotesi riferite dall’Apcom – potrebbe anche superare tali stime. Il paese sta già realizzando 24 reattori per 25 Gw totali; altri cinque impianti sono in programmazione.

La Cina, infatti, inizierà a costruire queste centrali nel 2009: due avranno la tecnologia di Westinghouse, società americana di proprietà della giapponese Toshiba, mentre una sfrutterà il know-how della francese Areva. Gli ultimi due impianti, invece, saranno interamente a tecnologia cinese.L’ha annunciato, nel corso di una recente conferenza, Sun Qin, capo dell’Agenzia nazionale cinese per l’energia.
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Leggevo alcune presentazioni dell’ultimo ESOF 2008 , Euroscience Open Forum che si è svolto a Barcellona la scorsa settimana e mi sono soffermato su una in particolare che ha curato un argomento che gia da tempo avevo provato ad approfondire.
Parliamo di pannelli fotovoltaici e della possibilità di sfruttare la zona Nord Africana come campo base per un PhotoVoltaic Park tanto grande da poter soddisfare il fabbisogno energetico dell’Europa Mediterranea.
Un idea interessantissima che è stata presa in considerazione anche dalle istituzioni.
Il progetto è da considerarsi realistico anche perchè i costi fissi si sono decisamente abbattuti rispetto a soli tre anni fa.
Questi i costi nel 2006

…e questi i costi oggi (in rosso…)

Il progetto consiste nell’utilizzare terre altrimenti inutilizzabili per le condizioni atmosferiche per qualunque altra attività. E’ stato stimato che sfruttando appena lo 0.3% della zona nella cartina in basso si potrebbe soddisfare tutta l’Europa Mediterranea.

Dal grafico in basso valutate voi quanto si ridurrebbe il fabbisogno di energia nelle ore di punta. In questo caso è stato preso in esame il caso dell’Italia.


