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Ecco come dimenticare il concetto di mutuo….
maggio 26, 2009, 11:17 pm
Filed under: Ambiente, Economia, Innovazione, Social Innovation | Tag: , , ,

Ecco cosa ho scovato prima di andarmene a dormire….

una breve notizia che dovrebbe far pensare moltissimo

Spagna….Marileda….ecco dove il mutuo non esiste più!
Il suo sindaco assicura che questo si potrà estendere al resto dello Stato

SB Notizie- 16 Dicembre 2008. Juan Manuel Sanchez Gordillo è il sindaco di Marinaleda, un comune della provincia di Siviglia, di circa 2655 abitanti e un’estensione di 25 km quadrati, conosciuto per la sua lunga tradizione di lotta quotidiana che ha dato luogo a importantissimi progressi politico sociali, come per esempio il poter disporre di un abitazione per 15 euro al mese.

Immagine tratta dal NTtimes che dedica una pagina online a quets ainnovazione.

Immagine tratta dal NTtimes che dedica una pagina online a quets ainnovazione.


Democrazia sociale

Capisce Sanchez Gordillo che la democrazia non può limitarsi ad essere politica, ma deve essere economica e deve essere anche sociale. “La democrazia politica è il diritto a votare ogni quattro anni e molte volte con il sistema elettorale non tutti hanno la possibilità reale di arrivare al potere, ma sono i grandi partiti a ricevere i soldi dalle banche coloro che possono arrivare alla Moncloa. Per il resto è abbastanza lontano”.

Secondo lo stesso la democrazia politica senza la democrazia economica è una grossa menzogna. Se i ricchi continuano a essere così ricchi e i poveri così poveri la possibilità di scegliere e la democrazia sono stracciate.

Questo si traduce nel fatto che a Marinaleda, la democrazia politica consista nel far partecipare e discutere il presupposto del Comune e con voce e voto dei vicini. Dalla sua parte la democrazia sociale ed economica ha consistito nel passaggio da un paese in piena disoccupazione a una località in piena occupazione. Per fare ciò si è procurata la terra, la terra di un grande proprietario, il duca dell’Infantado e mediante ciò che Sanchez Gordilla sottolinea come “lotta pacifica, ma audace” si sono procurati 1200 ettari di terra per chi la lavora.

Inoltre hanno trasformato i prodotti della terra creando la agroindustria del peperone, del carciofo e dell’olio. “Siamo riusciti a dare a tutti un’occupazione, siamo riusciti ad annullare l’emigrazione e che tutti possano vivere nel proprio paese. La democrazia sociale, l’altra gamba del tavolo, è stato soprattutto il benessere elementare, per esempio quello della casa” spiega il sindaco.

Si ha municipalizzato solo il terreno rustico, facendolo diventare urbano e il comune regala al costruttore, al giovane che vuole una casa, il suolo gratuitamente e l’architetto municipale si mette al suo servizio. Loro ci mettono il lavoro da quando si inizia la casa fino a quando la si finisce. Così son state costruite più di 400 case di 90 metri con 100 metri di cortile, per le quali si pagano 15 euro al mese. “Abbiamo trasformato la casa in un diritto” afferma Sanchez Gordillo.

Le donne che adesso hanno un lavoro, che prima erano disoccupate lasciano i loro figli in un asilo nido dove possono mangiare e dormire per 12 euro al mese.

E tutto ciò con spese economiche.

“Ciò che abbiamo tentato a Marinaleda è trasformare l’utopia, ciò che loro credono sia utopia in realtà concrete. Perché noi crediamo che l’utopia sia un sogno che si può e si deve trasformare in realtà. E a Marinaleda ciò che abbiamo tentato è superare il tempo. Ciò che vogliamo per lo Stato spagnolo e per il pianeta, è realizzarlo anche con contraddizioni e con limitazioni. Perché non sogniamo solamente, ma trasformiamo i sogni in realtà” commenta il sindaco.

Il potere non è neutro

Segnala il sindaco di Marinaleda che disgraziatamente nelle democrazie, nel paese più democratico della terra, alla fine esiste la dittatura di coloro che hanno i soldi. “Non si invade l’Iraq per casualità, ma perché al complesso militare industriale e alle grandi multinazionali del petrolio interessa” dice, aggiungendo che anche Bush è in qualche modo “una marionetta” di quelle grandi multinazionali.

Io dico che il potere non è neutro e che i mezzi di comunicazione, i grandi mezzi di comunicazione disgraziatamente sono in mano a 4 o 5 multinazionali nel pianeta e quindi non interessa la differenza, non interessa dimostrare che è possibile fare politica in altro modo, un altro modello di società, che è possibile l’uguaglianza, che è possibile la pace, che è possibile la libertà, che è possibile che l’essere umano sia considerato come tale e lo si tratti come tale. E qualsiasi esperienza, anche se sia minuscola, come quella di Marinaleda, non interessa”, commenta. Nello stesso senso, osserva che qualsiasi tentativo che si faccia in un altro paese del pianeta, che sia in Bolivia, Venezuela o da un’altra parte, “cercano di schiacciarlo, criminalizzandolo o calunniandolo affinché la gente lo disprezzi.

Io credo che il grande trionfo della borghesia a livello internazionale è che ha controllato i grandi mezzi di comunicazione e ha vinto la battaglia dell’ideologia. E mentre la sinistra sta ancora con il panfleto che non legge nessuno, la destra economica, la grande borghesia, possiede a casa tua 17 canali televisivi raccontandoti gli stessi valori e presentandoti la stessa propaganda e le stesse menzogne” commenta Sanchez Gordillo.

Secondo lo stesso, esiste una sinistra “con nome di sinistra, ma che ha solo il guscio”. Così si spiegherebbe, per esempio, perché altri luoghi con governi della stessa tendenza, non riescono, né si avvicinano o si assomigliano, al caso di Marinaleda. “Forse perché non sono tanto di sinistra e hanno solamente il nome e le sigle, ma non la pratica”, afferma.

Conclude Juan Manuel Sanchez Gordillo segnalando che, “se il potere è etico, deve dare una risposta concreta ai problemi concreti della gente e la casa è un problema e deve essere un diritto che è riconosciuto nell’articolo 25 della Dichiarazione dei Diritti Umani. La casa come un diritto, non come una mercanzia. Ciò che è successo in questi ultimi 14 o 15 anni di costruire case non per farci vivere la gente, ma per speculare e che nello Stato spagnolo ci siano 4 milioni di case vuote e due milioni di persone che vivono in pseudo case, addirittura in catapecchie, a noi ci sembra un autentico sproposito”.

(da http://ita.habitants.org )



Cosa significa eliminare le borse di plastica
maggio 25, 2009, 9:46 pm
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Ormai è passato un anno da quando la Cina ha eliminato dal mercato le borse di plastica e i risultati sono decisamente positivi.Fanno pensare che questa del governo cinese sia stata veramente un ottima scelta.

  • Non sono stati utilizzati 1.6 milioni di litri di pertrolio
  • Sono state utilizzate 40 milioni borse di plastica in meno

Negli ultimi anni anche altre nazioni si sono mosse in questo senso. Per esempio Irlanda e Nuova Zelanda hanno ridotto l’utilizzo di bosrse di plastica del 80%. Un segno importante in favore dell’ambiente.

Qualcuno sa come si comporta l’Italia su questo tema?

<orse di plastica;



In attesa di avere una casa ad impatto zero….

Ispirato da un post che ho letto qualche momento fa sul Blog di Stefano ho pensato fosse interessante citare il progetto presentato qualche mese fa al Fuori Salone di Milano dall’ architetto italiano Mario Cucinella.

Una CASA per tutti da 100 K!!!!!!!!

(Vi consiglio vivamente di fare prima un giretto sul sito del suo studio per capire fino in fondo il valore di questo nostro fantastico artista ….clicca qui)

Di cosa si tratta?

Un vero e proprio nuovo modello abtitativo condominiale nel rispetto di tre valori molto importanti economicità, riduzione di emissioni inquinanti e senso di piacere dell’abitazione.

Nasce cosi il progetto di diffondere e realizzare il progetto di una casa viva, colorata, che lascia spazio alle differenti identità e modalità di vivere, ma capace di produrre energia utilizzando ogni strategia passiva e attiva per rendere l’edificio una macchina bioclimatica.

Una casa che si avvale di tutte le tecnologie disponibili per limitare i costi di costruzione senza compromettere la qualità. Una casa a basso costo acquistabile grazie a un mutuo che può essere coperto in buona misura attraverso l’energia che è in grado di produrre.

Nasce cosi la Casa da 1oo K!!

www.casa100k.com

www.casa100k.com

www.casa100k.com

www.casa100k.com

Una casa da 100k

Una realizzazione capace di restituire il senso di piacere dell’abitazione e ripagare il costo dell’investimento con l’energia che è in grado di autoprodurre. La ricerca è finalizzata alla realizzazione di una casa da 100 mq a Zero emissioni di CO2, grazie all’impiantistica fotovoltaica integrata architettonicamente, all’utilizzo di superfici captanti energia solare per i mesi invernali, circolazione interna dell’aria per quelli estivi, e a tutte le strategie passive adottabili per rendere l’edificio una macchina bioclimatica. Il contenimento dei costi di realizzazione è invece affidato all’impiego di prefabbricazione leggera e flessibile: elementi strutturali, apparati tecnici, attrezzature mobili come pareti/pannelli scorrevoli-smontabili-curvabili per la divisione interna degli alloggi; – sistemi di chiusura o tamponamenti monoblocco fatti di componenti sostituibili che possano diversificare l’aspetto esterno, ma anche garantire un’estensione di quello interno (balconi, terrazzini, logge, eccetera). [da www.casa100k.com]



Il tuo vecchio telefono serve più di prima….
maggio 18, 2009, 11:10 pm
Filed under: Economia, Innovazione, Social Innovation | Tag: , , ,

HopePhones.org è una freschissima iniziativa lanciata la scorsa settimana in tutti gli Stati Uniti che ha come obiettivo quello di raccogliere e riciclare i nostri vecchi telefonini. Da questa raccolta HopePhone intende  raggruppare fondi da utilizza comprare nuovi apparecchi da donare alle associazioni nate nelle zone più remote dei Paesi Emergenti per ottimizzare il sistema sanitario.

Ogni nostro vecchio cellulare, grazie a questa iniziativa, potrebbe aiutare a salvare centinaia di vite. Nelle zone del mondo dove esiste ancora una grande percentuale di persone che abita in villaggi, un semplice telefono cellulare, può diventare il primo strumento per ricevere in modo veloce le cure per il primo soccorso . L’impatto di un iniziativa del genere sul tasso di mortalità dovuta a mancanza di cure può essere veramente significativo.

Un singolo telefono cellulare anche del valore di 10 dollari potrebbe dare accesso al supporto per le cure di primo soccorso ad almeno 50 famiglie.

Un ottima iniziativa di social Inovation ed un motivo in più per non buttare il nostro vecchio telefonino.



E l’ora di vederci meglio….

Josh Silver, un fisico dell’università di Oxford, ha avuto l’intuizione per puro caso mentre disquisiva con un collega sulle lenti ottiche. Si è chiesto: «Possibile che non esista una lente in grado di calibrarsi da sola senza l’aiuto di uno specialista?». Era il lontano 1985 e solo oggi, più di vent’anni dopo, Silver può dire di avere una risposta.

Josh Silver è responsabile di un gruppo di studio al dipartimento di fisica atomica dell’università di Oxford. Si occupa di dare la vista agli africani dal 1996, anno in cui ha fondato l’associazione no-profit Adaptive Eyewear.

Silver si è basato su un principio secondo il quale più una lente è ingrossata e più è potente. Le lenti dei suoi occhiali sono in plastica molto spessa e al loro interno ospitano due sacche piene di fluido, ciascuna delle quali è collegata a una piccola siringa assicurata su una stanghetta. Chi indossa l’occhiale regola attraverso le siringhe la quantità di fluido da immettere in ciascuna lente, variandone così a poco a poco la gradazione. Quando si è soddisfatti della propria visione si sigillano le sacche stringendo le due piccole viti ai lati della montatura. Le siringhe sono smontabili e a questo punto si avranno dei normalissimi occhiali.(da www.wired.it)

Questa fantastica invenzione aiuterà entro il 2020 circa 100 milioni di persone nei Paesi Emergenti a risolvere i propri problemi di vista ad un costo minimo.



E se ci crede anche la Cina….

La The National Development and Reform Commission (Commissione Nazionale per lo Sviluppo e la Riforma) ha delineato le linee guida di un ambizioso piano per far diventare la Cina il più grande produttore mondiale di macchine elettriche entro il 2011 con 500.000 unità all’anno.

come ricaricheremo la nostra auto

Per incrementare la produzione di veicoli alimentati a batteria, il governo cinese contribuirà fino all’ 80 per cento dei costi, quindi un’auto elettrica che normalmente costa circa 70.000 yuan (7.500 euro), sarà disponibile per gli acquirenti a solo 10.000 yuan cioè poco meno di 1.100 euro.



Salviamoci pulendo l’aria
maggio 12, 2009, 10:54 pm
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Le politiche anti climate change potranno salvare moltissime vite….

da un recente ricerca condotta dal Netherlands Environment Agency conferma l’urgenza di rispettare gli obiettivi prefissati dai maggiori Paesi del pianeta in  merito alla diminuzione delle emissioni di C02.

Tagliando le emissioni del 50% entro il 2050 si potranno salvare moltissime vite!

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La ricerca,terminata lo scorso aprile, stima in 100 milioni le persone che potranno salvarsi. Enormi sarebbero anche i vantaggi a livello economico, soprattutto per i Paesi emergenti.

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Aumentando la qualità dell’aria Paesi come Cina e India potranno aumentare il loro PIL di circa 4 – 5 %.



O sole o sole mio

Gia tempo fa avevo posto l’accento sulle grandi potenzialità del fotvoltaico nelle zone del mediterraneo (Italia compresa). Non sono stato smentito quando leggendo un breve resoconto dell’ultimo Solar Expo ho capito ancora una volta che il fotovoltaico potra essere una delle fonti di energia rinnovabile piu interessante per il nostro Paese.

da ilSussidiario

La parola d’ordine nel dibattito sul fotovoltaico è “grid parity”, cioè la parità con la rete. Le tecnologie fotovoltaiche potranno crescere e l’energia da questa fonte potrà diventare rilevante nello scenario energetico mondiale se si raggiungerà rapidamente la grid parity, cioè quella soglia critica oltre la quale i costi di produzione di energia fotovoltaica sono paragonabili a quelli dell’energia che viene veicolata dalle reti attuali e basata sulle fonti tradizionali, prevalentemente da combustibili fossili. Un traguardo che i principali attori del mercato ritengono raggiungibile in tempi non così lunghi.

Lo hanno confermato i partecipanti all’Italian PV Summit, svoltosi nei giorni scorsi a Verona in apertura della manifestazione fieristica specializzata SolarExpo. Quel che è ancor più interessante è che sono stati indicati i Paesi che si trovano in pole position per raggiungere l’ambizioso traguardo. E con una certa sorpresa l’Italia è salita sul podio, al terzo posto dopo la California e il Giappone.

campo_fotovoltaico

La parità sarà raggiunta addirittura il prossimo anno, secondo alcuni, che ritengono possibile ridurre i costi anche considerevolmente, con percentuali del 30-40%, grazie ai fattori di scala e alla diffusione di tecnologie come quella a film sottile. In effetti l’ultimo anno ha visto crescere l’industria del fotovoltaico globalmente di oltre un miliardo di dollari, facendole raggiungere la quota di 36 miliardi come giro complessivo di affari e un tasso di crescita di quasi il 40%.

È stato inoltre superato anche l’imbuto della produzione del silicio, con adeguamenti della maggioranza dei produttori alle esigenze del mercato mondiale e innovazioni tecnologiche che hanno permesso una notevole semplificazione dei processi industriali, riducendone di conseguenza anche i costi e i tempi di consegna. Se si proseguirà in questa direzione, ben presto dai 0,35 $/kWh del 2002 potremmo avvicinarci ai 0,15 $/kWh preventivati da molti analisti per il 2015, o forse anche prima.

Ci sono altri aspetti tecnologici sui quali ci si dovrà concentrare per accelerare il processo di piena maturazione del fotovoltaico. C’è ad esempio il progetto delle smart grid, cioè le reti elettriche di nuova generazione rese più efficienti sfruttando tutte le potenzialità delle tecnologie informatiche e delle telecomunicazioni. Altra tipologia di innovazioni la possiamo registrare sotto il capitolo smart metering, ovvero la nuova strumentazione elettronica per la misura dei consumi, che non si limita ad aggiornare la bolletta elettrica ma la correda di una serie di dati e di informazioni preziose e vantaggiose sia per l’utente che per il gestore del servizio.

Poi c’è il problema dell’accumulo e immagazzinamento, che dovrà essere competitivo e integrabile nella rete. Qui giocano un ruolo chiave i nuovi materiali e i progressi avanzano a ritmo quasi quotidiano. Grandi aspettative sono ad esempio riposte sui sistemi di trasmissione con tecnologia HVDC (High Voltage Direct Current), cioè la trasmissione ad alta tensione in corrente continua, che è la migliore soluzione da un punto di vista tecnico-economico specie quando si devono trasmettere enormi potenze a grandi distanze.

Tra gli avanzamenti tecnologici che stanno avvicinando il traguardo della grid parity ci sono tutti quelli che consentono di aumentare la qualità del fotovoltaico; in questo sono fondamentali i produttori di silicio, che possono aumentare l’efficienza delle celle grazie anche alle nanotecnologie, e produrre pannelli in grado di tenere buoni livelli di generazione elettrica anche in condizioni di insolazione non particolarmente intensa; oltre a garantire una elevata stabilità di prestazioni.

La tecnologia, si è detto al PV Summit, può quindi contribuire a ridurre i costi e quindi a rendere più competitivo il fotovoltaico, offrendo al mercato celle con una maggior efficienza di conversione; migliorando continuamente i sistemi di produzione; realizzando wafer più sottili; incrementando l’impiego del polisilicio nella produzione delle celle fotovoltaiche.

E il fattore crisi? Secondo alcuni potrà avere un effetto benefico su questo segmento di mercato: dopo una fase di riassestamento e di riorganizzazione produttiva, potrà mettere le industrie in condizioni migliori per la crescita preannunciata.

E fra poco più di un mese ci sarà un altro appuntamento internazionale che potrà fornire un ulteriore aggiornamento di tutte queste previsioni: si terrà infatti a Londra, dal 16 al 18 giugno, la nona edizione del Grid Parity – Solar Economics Forum, che da quasi un decennio raccoglie voci e consensi dei maggiori produttori, installatori e finanziatori di impianti solari del mondo, riuniti per dibattere sul futuro di tali tecnologie.



L’impatto ambientale della vendita di fiori
maggio 11, 2009, 6:49 pm
Filed under: Sostenibiltà | Tag: , ,

Breve e semplice video per capire quale impatto puo avere  il regalo piu antico del mondo…un mazzolin di fiori!



Dubbi sull’Idrogeno…la strategia di Obama punta sull’elettrico

Da Nova 24

In linea con quel paio di articoli che ho pubblicato in merito all’ascesa dell’auto elettrica mi sembrava doveroso segnalarvi questo…

Obama ha deciso di tagliare i fondi per la ricerca sulle celle a combustibile per dedicarli a filoni più promettenti. Nel 2010 prevede di spendere 68,2 milioni di dollari, quando nell’anno in corso il budget è stato di ben 169 milioni. Steven Chu, segretario all’Energia e premio Nobel per la Fisica ha detto: “Ci siamo chiesti: è possibile che tra dieci, quindici o anche vent’anni la nostra economia sarà convertita sull’utilizzo delle auto a idrogeno? La risposta è no”.

Una impostazione profondamente diversa da quella di Bush, che aveva messo in piedi un piano dedicato da 1,2 miliardi di dollari nel 2003. Chu ha invece deciso di incrementare dell’8,3% la ricerca sui biocarburanti (235milioni di dollari) e del 22% quella per le auto elettriche a batteria e per l’efficienza dei motori a combustione interna alimentati a benzina (333,3 milioni).

La nuova amministrazione istituirà anche otto “energy innovation hubs”, centri di ricerca specializzati in innovazione energetica. «Saranno finanziati per cinque anni – ha precisato Chu -. Siamo molto motivati nel tentativo di trovare nuove soluzioni». Il segretario dell’Energia ha reso noto che cesseranno anche i finanziamenti per nuove esplorazioni nel campo della ricerca petrolifera, precisando che le compagnie petrolifere hanno risorse sufficienti per condurle da sole.




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